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ARC_Team e Marco Bonanomi visitano VI-Grade

Venerdì 28 gennaio ARC_Team varca i cancelli di una nuova realtà della simulazione in Italia per testare, assieme al pilota ufficiale Audi Marco Bonanomi, un nuovo tipo di simulatore dinamico dedicato alle formule, alle vetture GT e alle vetture stradali. L’azienda è la VI-Grade e, tanto per precisare, l’azienda non si occupa di videogames…

 

 

Chi è VI-Grade?

VI-Grade Srl, società italo-tedesca con sede tecnica a Tavagnacco (UD) e sedi commerciali in Germania, Giappone e Stati Uniti, è leader mondiale nelle tecnologie di simulazione al computer per lo sviluppo dei veicoli. E’ stata fondata all’inizio del 2006 come spin-off company della MSC.Software, azienda leader mondiale nel campo delle tecnologie di Virtual Product Development (VPD) e di software per simulazioni, servizi e sistemi, utilizzate da aziende di tutto il mondo per risparmiare tempo e ridurre i costi di progettazione e di verifica dei prodotti. VI-Grade può contare su una lunga esperienza legata a numerosi progetti di ricerca nel campo della simulazione del movimento dei veicoli con le Università di Perugia, Padova, Firenze e con il Politecnico di Milano Da qualche mese sta collaborando con l’Università di Udine ed è in fase di definizione un ulteriore progetto con il Politecnico di Torino.

 

Cosa fa VI-Grade?

L’impresa sviluppa programmi di simulazione avanzati per la dinamica di veicoli terrestri, aerei e ferroviari, offrendo soluzioni innovative per la predizione del comportamento operativo di tali sistemi in un ambiente computazionale virtuale. Questo settore è in forte espansione a livello mondiale. Fra pochi anni infatti nessuna industria automobilistica costruirà più prototipi e ridurrà drasticamente il numero delle costosissime prove su strada con le macchine “camuffate”. Tutte le verifiche in condizioni operative del veicolo saranno simulate al computer con una riduzione di costi e di tempi senza paragone. Oggi VI-Grade già lo fa per molti componenti singoli, ma fra non molto sarà così per la totalità di essi e per il prodotto finito. A Tavagnacco lavorano una decina di ricercatori specializzati in ingegneria meccanica, elettronica, controllistica, aeronautica, informatica, capaci di sviluppare programmi di calcolo in grado di simulare il comportamento di sistemi meccanici complessi.

 

Il simulatore

Un prodotto innovativo frutto di una collaborazione con molte aziende come Ansible Motion, Concurrent Computers, Phase, SimCoVR e l’Università di Padova. Non potremo entrare troppo in meriti tecnici perché, ovviamente, tutto il sistema è protetto da brevetti internazionali ma vi basti sapere che software ed hardware sono ad un livello incredibile pur non entrando nel novero dei sistemi ultracostosi. Il costo (inferiore al mezzo milione di Euro) non è basso, ma confrontato con il sistema statico della Williams (il doppio) e a quello del simulatore dinamico Toyota (più di tre volte) e quello degli altri (tutti dinamici), Dallara, Ferrari, McLaren (si ipotizza almeno dieci volte), viene da pensare: che il simulatore di VI-Grade non sia solo una megaplaystation? Oltre al costo del simulatore, in effetti, sarebbe necessario considerare quello dell’impianto necessario per ospitarlo. La macchina della VI-grade può essere ospitata in un normalissimo ufficio (sei metri per sei) e richiede al massimo dieci KW di potenza.

Prima di dare il mio parere, abbiamo deciso di far provare la GP2 a Marco Bonanomi, un tester affidabile avendo provato differenti sistemi di simulazione e software (tra cui rFactor Pro) nei Team per cui ha corso. Il modello fisico che Marco ha guidato era una GP2 del 2010 sviluppata con i dati telemetrici provenienti da due team. La scocca posizionata sul simulatore è quella di una Lola F.3000 con installata una pedaliera meccanico-idraulica di derivazione F.3 e un sistema di guida con il motore di feedback al volante della Phase, comandato da un ARC_Wheel F1. Il sistema è robotizzato da una piattaforma a sei gradi di libertà, dei quali pitch, roll e heave accoppiati e X, Y e Yaw disaccoppiati, come in un auto reale. Sulla piattaforma è montato uno schermo cilindrico di quattro metri di diametro in composito e con un sistema a 3 proiettori con angolo visuale di 210°. Il software fisico, VI-CarRealTime, è sviluppato da VI-grade e gira su un PC Linux realtime (per consentire l’aggancio ad eventuali applicazioni hardware-in-the-loop) ma potrebbe anche girare su un normalissimo PC Windows (VI-grade ha già un prototipo funzionante). Il comparto grafico, VR-GraphSim, è gestito da un altro computer. La piattaforma è pilotata da un terzo normalissimo PC. Si spengono le luci e tutto parte. Il motion cueing viene sottoposto al pilota gradualmente per farlo abituare e, nel breve volgere di pochi giri, Marco è concentrato nel girare sempre più veloce.

Dopo diverse pause per ottimizzare la messa a punto della macchina così da avere sempre più feeling, Marco parte per uno stint di 15 giri in cui batterà giro dopo giro il suo tempo migliore. Al termine della sua sessione di lavoro, Bonanomi, dialogando con gli ingegneri di VI-Grade, conferma tutto il suo stupore per il livello di realtà dato dal simulatore ritenendolo il migliore in assoluto tra quelli da lui provati. Preciso un paio di cose: la pista era la nuova versione di Silverstone che Marco non aveva mai visto e il simulatore aveva all’attivo solo un centinaio di ore di test. Il sistema dispone di una funzionalità assai particolare: nel caso si commetta un errore, il pilota ha la possibilità, tramite un tasto sul volante, di riportare la macchina su un segmento di pista precedente e nelle stesse condizioni di velocità iniziali e di ripetere la manovra fino a quando non viene eseguita con successo. Semplice ma geniale.

 

 

Piccola precisazione

Durante il recente Motorshow di Essen (Germania), assieme al il mio socio Stefano Pianoterra, siamo stati invitati da Toyota a Colonia a provare il loro simulatore di F.1. Mi spiace non poter documentare qualcosa ma non ci hanno permesso di fotografare. Molto brevemente: per arrivare alla zona del simulatore abbiamo dovuto attraversare un dedalo di capannoni/stanze e, quando siamo arrivati nella cupola dove la macchina è alloggiata, credevo di avere le allucinazioni: una Toyota F.1 montata su un esapodo a 3 metri da terra con uno schermo semisferico di 10 metri di diametro e 5 proiettori per una visuale perfetta. Ho avuto la fortuna di provare la macchina e di fare qualche giro a Suzuka ma la delusione è stata grande. Onestamente, da un sistema del genere mi sarei aspettato molto di più. Da quella esperienza, ho potuto ricavare delle impressioni che mi sono tornate molto utili provando il simulatore di VI-Grade.

 

Grande stupore

Arrivato il mio turno, mi fiondo emozionato come un bambino dentro la scocca assistito da Diego Minen che mi spiega il funzionamento dei tasti del volante e come si sarebbe sviluppata la simulazione. Una volta che tutto il sistema viene avviato e mi danno il via, parto con cautela ma chiedo fin da subito che venga messo in moto il sistema di movimento per fare dei confronti con quello della Toyota e confrontare entrambi con quello che avevo avuto modo di vivere di persona alla guida di una World Series (reale) sul circuito di Valencia. A parte lo stupore di sentirmi come a casa e di capire come funzionavano i comandi, tempo due giri ho smesso di andare per prati e ho cominciato a tirare (il magico tastino mi ha permesso di apprendere dai miei errori in un tempo veramente rapido). Incredibile! Dopo solo cinque giri ero convinto di non essere su un simulatore e la fatica cominciava a farsi sentire perché il volante era dannatamente duro (come quello di una GP2, a detta di Marco) e i cambi di direzione repentini. Molto rapidamente, sono stato in grado di percepire il comportamento della vettura: sottosterzo, sovrasterzo, frenata, accelerazione… Quando frenavo, invece di picchiare verso terra, la macchina scattava all’indietro per farmi avvertire (anche troppo) la Forza G sul petto. Accelerando, se non stavo attento a dosare il gas con lo sterzo aperto, la monoposto partiva in un sovrasterzo notevole parzialmente gestibile. Il feedback sul corpo, mani, piedi, gambe era semplicemente “vero”. A Silverstone ho fatto una staccata sbagliata e mi sono fatto un 360° in una curva a sinistra esattamente come mi era successo a Valencia ma, esattamente come a Valencia, nel momento in cui la macchina è partita per la giostra, mi sono ritrovato a fare le stesse identiche operazioni mentali nello spazio di un secondo, uscendo dai guai alla stessa maniera. Che adrenalina! Comunque, alla fine di 15 giri, ho dovuto desistere poiché per portare una bestia come la GP2 e farla girare forte, ci vuole un fisico allenato e qualche annetto di meno.

 

Considerazioni

Grazie all’attività della mia azienda ho avuto modo di vedere, toccare e provare macchine e sistemi di guida che per molti sono impossibili da testare personalmente. Posso garantirvi che, a differenza di molti giornalisti che provano i più svariati megagiocattoloni in giro per il mondo senza alcuna esperienza nella guida di macchine da corsa e nemmeno di simulazione, a mio parere il sistema di VI-Grade è molto molto vicino alla sua controparte reale. Mai nessun simulatore al mondo, compresi quelli di Formula 1 da molti milioni di euro, potrà restituire le vere sensazioni di guida della vettura reale. Il sistema di VI-Grade è al momento assolutamente il migliore per il rapporto prezzo/prestazioni e non ha nulla da invidiare (anzi) ad altri simulatori provati da me e dal mio team. Evidentemente sia software che hardware sono stati studiati al meglio. Il software di VI-Grade permette di testare il comportamento della macchina con simulazioni off-line prima di farla guidare al pilota, e di fargli guidare esattamente quel modello che ha dato i risultati oggettivi migliori, per sottoporlo al test soggettivo. Solo dalla miglior combinazione oggettivo-soggettivo nasce la macchina più veloce, e il sistema VI-Grade è il primo al mondo che consente la scelta migliore con riduzione di costi di sistema, dei tempi di calcolo e dei tempi di guida.

 

Partnership

Questa visita ha sancito un accordo di stretta collaborazione tra VI-Grade e ARC_Team che realizzeranno insieme delle soluzioni per la simulazione di guida adattabili alle differenti esigenze dei Team presenti nel panorama motoristico nazionale ed internazionale. Oggi la telemetria viene utilizzata anche nel karting, ma agli inizi era considerata di dubbio vantaggio, per pochi e per i più disposti a spendere: similmente è ipotizzabile che l’utilizzo dei simulatori di guida si estenda in breve a tutti i settori dell’automobilismo sportivo, portando vantaggi che ogni giorno saranno più evidenti e che presto li renderanno strumento irrinunciabile per essere competitivi.

 

Conclusioni

Credo che VI-Grade, ARC_Team e tutti i partner coinvolti, potranno presto diventare un ottimo compagno di avventure per molti piloti e teams che decidessero di investire nell’acquisto di un simulatore. La grande competenza e professionalità degli ingegneri, insieme alla bontà del progetto, non potrà che portare benefici al mondo del Motorsport mondiale che, in un prossimo futuro, non potrà più fare a meno di sofisticati sistemi di analisi per preparare al meglio le proprie macchine e i propri piloti.

 

Andrea Rossetti

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